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Tricologia

Da sempre i capelli rappresentano qualcosa in più di un semplice elemento estetico e rivestono un ruolo importantissimo per il benessere della persona.

Anch’essi come la cute, di cui sono un annesso, costituiscono la proiezione di patologie interne o disagi psicologici. Basti pensare alla alopecia legata alle anemie o alle alterazioni ormonali o dietetiche, a malattie interne come le collagenopatie.

Ma sono altrettanto frequenti anche le alopecie da stress, da disturbi del sonno o scatenate da perdite o dispiaceri, di cui talvolta il paziente non ha ancora acquisito la consapevolezza.

La visita tricologia è quindi un momento importantissimo ed è fondamentale il colloquio col paziente per individuare in quale ambito si debbano ricercare le cause della alopecia.

Quindi viene eseguito un pull test per valutare quanti capelli e da quali zone del cuoio capelluto cadono; con una semplice manovra di “accarezzamento” (si fanno scorrere le dita fra i capelli esercitando una lieve trazione).

Il cuoio capelluto viene poi esaminato con un videodermatoscopio che ci darà informazioni importantissime ad esempio su eventuali processi patologici (dermatite seborroica, psoriasi) e sul diametro medio dei capelli (eventuali miniaturizzazioni).

Successivamente possono essere eseguiti lo wash test (che consiste nella analisi quantitativa e qualitativa dei capelli caduti con un lavaggio eseguito con particolari modalità), il tricogramma classico o il tricogramma in luce polarizzata ( si estraggono alcuni capelli con una pinza emostatica e si osservano al microscopio) che ci daranno informazioni sulla vitalità del cuoio capelluto e sulla quantità e tipologia dei capelli che cadono.

Fondamentali gli esami ematochimici che vengono eseguiti di routine per svelare eventuali carenze di minerali o vitamine, alterazioni organiche o ormonali.

Se persistono ancora dubbi, possiamo ricorrere ad una biopsia: si preleva un piccolo frammento di cuoio capelluto e lo si esamina al microscopio.

E’ indispensabile raccogliere una documentazione fotografica onde poter monitorizzare l’evoluzione della alopecia e l’efficacia del nostro intervento.

Dopo aver identificato il tipo di alopecia, viene scelta la terapia, costruita caso per caso come un “abito su misura” per ciascun paziente.

Abitualmente vengono utilizzate lozioni, anche galeniche da far preparare al farmacista di fiducia, contenenti sostanze seboregolatrici, ad azione stimolante la crescita o regolarizzante il ciclo del capello o antiandrogena.

E poi per via orale vitamine, fitoterapici (sostanze naturali ad azione farmacologia), integratori selezionati in base alle specifiche carenze o sostanze antiandrogene come finasteride, estroprogestinici.

Ove necessario si ricorre al Chirurgo Tricologo per il rinfoltimento chirurgico delle zone diradate.
Fra le varie tecniche, la più recente è l’autotrapianto: vengono prelevati capelli sani e forti da una zona donatrice in sede occipitale e impiantati nelle aree carenti con una tecnica molto sofisticata onde poter garantire un risultato duraturo e di estrema naturalezza.

Anche dopo il trattamento chirurgico è opportuno continuare a curare il cuoio capelluto con la terapia adatta a quel caso, per mantenere la salute e la vitalità sia dei capelli preesistenti sia di quelli trapiantati.

Un contributo importante per diagnosticare precocemente l’alopecia androgenetica sia nell’uomo che nella donna è dato dal TEST GENETICO, che è stato introdotto recentemente.

L’obiettivo del test è identificare l’Alopecia Androgenetica prima dell’inizio dei sintomi, permettendo una diagnosi precoce quando ancora l’alopecia non è clinicamente evidente. In questo modo il trattamento può iniziare al più presto quando sono maggiori le possibilità di riuscita e prima che siano state compromesse le unità follicolari.

Per eseguire il test si effettua un prelievo di DNA dalla bocca, sfregando delicatamente un tampone contro l’interno della guancia. Il materiale prelevato viene quindi inviato al laboratorio che fornirà il risultato dopo circa un mese.

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